CITES un falso problema per noi in acquariofilia: sento spesso moltissimi APPASSIONATI che sono assolutamente TERRORIZZATI nel pronunciare la parola predetta.le domande e/o affermazioni tipiche, sono:
1) Ma noi privati siamo obbligati a detenere il registro cites?
2) I negozianti sono obbligati a rilasciare il cites a tutti coloro che acquistano animali sotto QUESTA REGOLAMENTAZIONE?
3) Pretendiamo dal negoziante il certificato cites all’atto dell’acquisto,onde scongiurare il pericolo che questi certificati vengano riutilizzati per “coprire”importazioni illegali
4) Il cites serve PER TUTELARE L’INTERO ECOSISTEMA CHE VIENE MESSO IN PERICOLO DAL MERCATO DI QUESTI ANIMALI….

CITES_logoPer smentire tali dicerie e luoghi comuni, basterebbe prendere visione della normativa italiana a riguardo per sgombrare il campo da qualsiasi tipo di dubbio… cominciamo col dire che la fonte normativa MONDIALE risulta essere la CONVENZIONE DI WASHINGTON stipulata a tutela Di TUTTE LE SPECIE ANIMALI A RISCHIO DI ESTINZIONE. In tale convenzione sono inseriti,senza dilungarmi troppo,e per non annoiarvi,DUE APPENDICI (I e II). L’appendice I contiene L’elenco Di tutti quegli animali per cui E’TASSATIVAMENTE INIBITO IL COMMERCIO,mentre nell’appendice II,sono elencate le specie animali per cui e’autorizzata la vendita purche’GARANTITA dal CERTIFICATO CITES….in cosa consiste allora questo benedetto certificato????cominciamo col dire,sempre rimanendo nell’ambito acquariofilo,che I governi dei paesi esportatori di coralli (Indonesia e Australia )ogni anno stabiliscono LE QUOTE CITES da suddividere fra tutte le aziende esportatrici,al fine di poter commercializzare questi animali legalmente.per stimare l’esatto numero di animali(per quantita’e specie)esiste una apposita commissione governativa che annualmente effettua sopralluoghi nei vari arcipelagi alla presenza di biologi di fama mondiale al fine di censire il numero di specie presenti ,le loro quantita’ed I tempi riproduttivi degli animali stessi nel corso dell’anno.alla fine di questi sopralluoghi I vari governi stabiliscono le quote di animali da poter commercializzare nel corso dell’intero anno solare.viene cosi’rilasciata all’azienda x un certificato cites che autorizza la compravendita di x pezzi di quella determinata specie piuttosto che di un altra,purche’ si tratti di animali contenuti nell’appendice II.l’azienda x una volta ottenuta la propria quota,suddivide la propria quota per il numero Di esportazioni da effettuarsi nel corso dell’intero anno,oppure puo’anche provvedere alla vendita in blocco degli animali contenuti nella quota ricevuta.l’esportatore redige cosi’il proprio certificato cites,in triplice copia,contenente I dati dell’azienda ,il numero del certificato stesso,I quantitativi e le specie da esportare,e lo invia alla commissione governativa per ottenerne LA CONVALIDA.ottenuta la convalida l’azienda esportatrice invia il certificato convalidato all’impresa importatrice la quale,a sua volta,e’tenuta ad inoltrare il medesimo documento alla commissione governativa preposta al fine di ottenere medesima CONVALIDA .ottenuto il benestare si puo’ provvedere alla spedizione degli animali.all’atto dello sdoganamento gli animali sono soggetti ad un DOPPIO CONTROLLO,sia VETERINARIO che di CONFORMITA’delle specie contenute nei box con quelle indicate nel cites consegnato ai competenti uffici.QUESTO L’ITER…in ambito nazionale l’intera materia e’regolata dalla legge 07/02/1992 n.150,modificata dalla successiva legge 13/03/1993 n.2,al cui art 2 viene espressamente sancito che :” salvo che il fatto costituisca piu’grave reato,E’PUNITO CON L’AMMENDA DA LIRE VENTIMILIONI A LIRE DUECENTO MILIONI O CON L’ARRESTO DA TRE MESI AD UN ANNO,CHIUNQUE IN VIOLAZIONE DI QUANTO PREVISTO DAL REGOLAMENTO (CE) n.338/97 del consiglio,del 9 dicembre 1996 e successive attuazioni e modicazioni,PER GLI ESEMPLARI APPARTENENTI ALLE SPECIE ELENCATE NEGLI ALLEGATI B e C DEL REGOLAMENTO MEDESIMO E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI: a)…,b)…,c)….d)….e)…..f):DETIENE,UTILIZZA PER SCOPI DI LUCRO,ACQUISTA,VENDE,ESPONE O DETIENE PER LA VENDITA O PER FINI COMMERCIALI,OFFRE IN VENDITA O COMUNQUE CEDE ESEMPLARI SENZA LA PRESCRITTA DOCUMENTAZIONE LIMITATAMENTE ALLLE SPECIE DI CUI ALL’ALLEGATO B DEL REGOLAMENTO.”ho volutamente omesso I punti a-e perche’troppo tecnici e non relativi al tema trattato,evidenziando la sola lettera f) in quanto esplicativa dei nostri quesiti.la su richiamata PRESCRITTA DOCUMENTAZIONE LIMITATAMENTE ALLE SPECIE DI CUI ALL’ALLEGATO B DEL REGOLAMENTO altro non e’che il certicato cites per gli animali in appendice II di cui alla convenzione di Washington recepita dal predetto REGOLAMENTO CEE.il sistema di CONTROLLO della compravendita Di questi animali avviene attraverso il sevizio Cites del corpo forestale Italiano ,istituito con d.lg.18/05/2001,il quale regolamenta tale attivita’ attraverso il registro cites che deve essere OBBLIGATORIAMENTE DETENUTO E COSTANTEMENTE AGGIORNATO DA TUTTI GLI OPERATORI DEL SETTORE.il registro cites altro non e’che un semplice “quadernetto”che il negoziante deve richiedere al corpo forestale dello stato,debitamente firmato e vidimato,su cui lo stesso deve annotare il transito degli animali compravenduti tanto in entrata che in uscita.tale registro e’composto da diverse voci fra cui quella relativa alle specie,al loro numero,al relativo numero di cites identificativo ecc ecc.le voci fondamentali di tale registro sono quelle relative al “CARICO” e “SCARICO” degli animali acquistati esuccessivamente venduti,per cui ci deve essere ASSOLUTA COINCIDENZA,nel senso che se compro 100 acropore e le inserisco nel carico dovro’man mano scaricare gli stessi animali all’atto della vendita.Attenzione che il certificato cites e’UNICO PER IL NEGOZIANTE INDIPENDENTEMENTE DALLE QUANTITA’ACQUISTATE,quindi se io negoziante ricevo 100 acropore avro’UN SOLO CITES E NON CENTO CERTIFICATI CITES…da tutto quanto sopra esposto se ne deduce non solo che il negoziante NON E’AFFATTO TENUTO A RILASCIARE IL CERTIFICATO CITES AL PROPRIO CLIENTE,ANNOTANDO AL MASSIMO,SULLO SCONTRINO IL NUMERO DI CITES RELATIVO,DOVENDO SOLO SCARICARE SUL REGISTRO CITES L’ANIMALE VENDUTO,MA ANCHE COME IL PRIVATO CHE DETIENE NON A FINI DI LUCRO TALI ANIMALI NON E’AFFATTO TENUTO AD ESSERE IN POSSESO DI TALE REGISTRO.ultima considerazione :LA REGOLAMENTAZIONE DI QUESTI ANIMALI NON DISTRUGGE AFFATTO L’ECOSISTEMA PROPRIO PERCHE’IL RELATIVO COMMERCIO VIENE CONTROLLATO SECONDO LE PROCEDURE SOPRA INDICATE.

Articolo di Petro Paolo Romani
Goccia Nera

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